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Google Chrome si aggiorna ogni due settimane, ecco perché

Dopo aver preannunciato la novità a inizio marzo, Google ha ufficialmente modificato il ritmo di rilascio del suo browser. Con l’arrivo di Chrome 153 per ambienti desktop, Android e iOS, la frequenza degli aggiornamenti passa da quattro a sole due settimane.

Questa accelerazione è diventata una necessità strategica a causa dell’uso sempre più diffuso dei modelli di intelligenza artificiale da parte dei cybercriminali per individuare e sfruttare le falle del software.

Com’è cambiata nel tempo la frequenza di aggiornamenti di Google Chrome

La storia dei cicli di rilascio di  Google Chrome mostra una costante accelerazione nel tempo. Dal 2010, il browser veniva aggiornato ogni sei settimane, cadenza ridotta a quattro settimane nel 2021. Sebbene gli ultimi cinque anni abbiano visto un’evoluzione continua delle minacce informatiche, l’elemento chiave dell’ultimo periodo è rappresentato dalle straordinarie capacità cyber dei modelli AI. L’intervallo temporale che intercorre tra l’individuazione di una vulnerabilità e la creazione del relativo exploit si è ridotto a pochissimi giorni. Quando vengono impiegati modelli particolarmente avanzati, come Mythos di Anthropic o Astra di OpenAI, questo tempo si riduce drasticamente a poche ore.

Per far fronte a questo contesto, Google ha uniformato la sua strategia a quella già adottata da Microsoft per Edge, riducendo l’intervallo a due settimane su tutti i sistemi operativi supportati (Windows, macOS, Linux, Android e iOS). Un ritmo così serrato è sostenibile soltanto grazie all’impiego speculare dell’intelligenza artificiale, utilizzata internamente per scovare le vulnerabilità e generare rapidamente il codice delle patch di correzione.

Quali sono i benefici di questi costanti aggiornamenti di Google Chrome?

L’impatto di questo nuovo approccio porta un duplice beneficio per gli utenti finali. Da un lato, gli aggiornamenti diventano più contenuti nelle dimensioni e più semplici da applicare; dall’altro, si riduce significativamente il cosiddetto N-day patch gap, ossia la finestra temporale di vulnerabilità compresa tra la pubblicazione della patch e la sua effettiva installazione sui dispositivi. In questo modo i rischi di ritrovarsi con qualche problematica legata all’aspetto della sicurezza del proprio account saranno ridotti al minimo.

A riprova di questa emergenza, Chrome 153 corregge ben 230 vulnerabilità. Tra queste figura la CVE-2026-87491, una falla zero-day localizzata all’interno di V8 (il motore JavaScript del browser) che risulta già attivamente sfruttata in attacchi informatici. Il ciclo di rilascio prosegue a ritmo sostenuto: il debutto di Chrome 154 è fissato per il 22 settembre. Vedremo anche le novità che porterà con sé questo nuovo update, non solo sicurezza maggiore per il browser. Non ci resta che attendere l’aggiornamento.